eutanasia

Fine vita. Ragioni giuridiche a sostegno di una legge

L’opera si pone l’obiettivo di fare chiarezza su una materia in costante aggiornamento dal punto di vista giurisprudenziale, sulla quale l’Italia registra un grave ritardo avendo perso più di una occasione per legiferare e offrire le dovute certezze alle richieste di tanti malati.

Dal corpo di Delia...

Durante la messa in onda, nel mese di febbraio, del TG regionale della Puglia, abbiamo scoperto un nuovo caso di una donna di Taranto affetta da SLA che, dopo aver scritto tre toccanti libri in cui racconta la sua storia, ha lanciato un appello inviando una lettera fortunatamente ascoltata dagli organi di stampa ma rimasta priva di risposta da parte dei massimi organi politici.

Eluana: la vita, la morte, il dolore, l'egoismo, l'amore

TURBATO Personalmente, quando ho saputo della morte di Eluana, mi sono sentito svuotato. Anche se sono stato insieme ai miei compagni a sostegno della lotta di Beppino, certamente non fatta a cuor leggero, non ho potuto fare a meno di commuovermi.
LIBERATO MA NON FELICE D’altronde, chi pensa che Beppino abbia potuto esultare quando è stato raggiunto dalla notizia della morte di Eluana forse si è fatto coinvolgere un po' troppo dalle mistificazioni messe in atto dalla stampa e dalla tv di regime.

Ipocriti e collitorti

Fino a quando non è apparso sulla scena quel rompiscatole dell’avv. Beppino Englaro, il problema del diritto ad una morte dignitosa era rimesso alla buona volontà ed alla pietas dei tanti medici che operano negli ospedali italiani, cui nel silenzio spettava l’ingrato compito di staccare la spina su richiesta del parente di turno. Poi c’è stata l’irruzione in campo dell’avv. Englaro, il quale invece di risolvere come innanzi la questione, facendo ricorso all’aiuto del medico di turno, ha avuto la pretesa di rivendicare in via giudiziale il diritto alla morte dignitosa della figlia.

Su Eluana, in risposta al prof. Tardio

Ho ascoltato con attenzione in radio le dichiarazioni estremamente pacate e rispettose del prof. Tardio, al quale do atto di essere l’unico, in questa città, a confrontarsi sui temi cosiddetti etici, anche se su posizioni contrapposte alle mie.Egli dichiara di invidiare chi ha certezze in merito alle scelte sulla vita e chi dimostra, evidentemente in maniera presuntuosa, di possedere “la” verità, e nel dichiararlo, Egli lascia intendere che in questa categoria rientrerebbe il sottoscritto come sostenitore di una linea laica e individualista.

Lettera al dott. Melazzini.

La presente lettera è stata da me inviata al dott. Melazzini, malato di SLA e primario del day-hospital oncologico alla Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia, il quale terrà questa sera 3 dicembre un incontro a Lecce su eutanasia e testamento biologico. Quest’uomo è stato definito “l’anti-Welby” in quanto ha espresso la propria volontà di continuare a sottoporsi a tutte le cure necessarie e di vivere nonostante le atroci sofferenze. Non potendo essere fisicamente presente, ho ritenuto di scrivere qualche breve considerazione, nella speranza di incontrarlo in futuro.

Doppio appuntamento per Mina Welby in Puglia

Doppio appuntamento in programma questa settimana in Puglia per Mina Welby.
Venerdì 23 novembre alle ore 18,30 presso il centro Culturale Rodio in Locorotondo
conversazione con Mina WELBY dal titolo
"L'uomo, le libertà e la morte".
Conduce
Enzo Cervellera
Interviene
Mario Gianfrate (assessore alla Cultura- Locorotondo)

Sono un obiettore: mi rifiuto di cedere all'ignoranza vaticana

Molti sono intervenuti sull'ennesimo, pubblicizzatissimo diktat di Papa Benedetto XVI. Laicisti anticlericali a priori, devoti che ovviamente condividono la posizione espressa dal Vaticano, atei devoti che, "partendo da un punto di vista laico" (il loro, personale ed incontrovertibile), assumono le tesi papaline. Il tema è quello dell'obiezione di coscienza: secondo papa Ratzinger, anche i farmacisti (al pari dei medici) dovrebbero poter obiettare e scegliere di non vendere farmaci comunque connessi con i gravissimi reati (ché ormai il peccato è reato, in Italia) della contraccezione, dell'

Viva il farmaco immorale!

Nella continua progressione verso lo sconcio di un dibattito malato, ecco la nuova folgorante definizione coniata dal Papa: il farmaco immorale. Farmaco immorale sarebbe quello che consentirebbe di praticare, direttamente o indirettamente, aborto od eutanasia. Fermo restando che non vi è alcuna possibilità di ricorso all’eutanasia nel nostro Paese, vediamo quali possono essere i farmaci a cui Ratzinger si è riferito.Sul mercato esistono anzitutto i preservativi e le pillole che sono alcuni dei metodi anticoncezionali utilizzati per evitare gravidanze indesiderate.

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